venerdì 9 aprile 2021

DAF "600 de luxe"

 


Alla mostra dell'automobile di Amsterdam nel febbraio 1958 la Daf presentò il suo modello «600»: una berlinetta quattro posti equipaggiata con motore di 590 cc. di cilindrata; automobile in un certo senso di importanza storica, non solo in quanto segnò il rientro dell'Olanda nell'industria automobilistica, ma anche perché questa Daf è la prima vettura di piccola cilindrata dotata di trasmissione automatica. È probabilmente per questa particolarità, che tanto interesse ha suscitato il suo apparire sul mercato europeo, che la produzione, inizialmente di 25.000 unità annue, è già raddoppiata.   In Italia la Daf arriva adesso e pensiamo che anche da noi questa «olandesina» troverà estimatori (proprio per la sua trasmissione automatica);  (....)










"Prove su Strada"  di  QUATTRORUOTE - Gennaio 1961 (Editoriale Domus)

martedì 26 giugno 2018

dischi a 45 giri più venduti nella settimana dal 1 gennaio 1961 al 7 gennaio 1961


 
  


 


 

EMEROTECA della 1ª settimana (1 gennaio - 7 gennaio)

 
[...] S'è parlato di demagogia, quasi che fosse demagogico aspirare ad un più alto tenore di vita, perseguire cioè l'ideale che guida l'intera città. [...] Il cardinale arcivescovo di Milano Giovambattista Montini ha ammesso le sofferenze degli scioperanti ed ha invitato le parti alla solidarietà, ma anch'egli ha espresso il disagio milanese per l'intrusione degli operai in piazza. [...] La Chiesa non disconosce l'indigenza, ma vuole farsi mediatrice seguendo il suo ideale corporativo.   La verità è che essa temporeggia in nome della carità cristiana.  Sente che lotta sindacale e modernità sono una cosa sola; per questo sollecita il ricco ad essere comprensivo e caritatevole, e il povero ad essere buono, a confidare nella provvidenza.    Poi, quando il povero non contento d'attendere i premi del cielo, rivendica il suo diritto, eccolo trasformato in un sedizioso. [...] Il povero ha diritto ai pacchi-dono; lo scioperante domanda aumenti salariali che considera dovuti.   Non chiede agli altri una rinuncia natalizia, ma rivendica qualche cosa di suo.[...] I pacchi-dono natalizi sono la grande trovata pubblicitaria della nostra classe dirigente in questa seconda metà del secolo, ma non corrispondono più alla realtà sociale di un paese in movimento.   [...] sul sagrato [...] c'erano i figli della civiltà del benessere.   Non scioperavano certo per ottenere il superfluo, ma neanche per fame. [...] è stato lo sciopero d'una società popolare eccitata da ciò che vede alla TV, al cinema, negli annunci pubblicitari, guidata dall'ideale dell'onesto benessere conquistato col proprio lavoro. [...]





 

venerdì 5 dicembre 2014

ROGER WILLIAMS - INVITES YOU TO DANCE

 
 

Senza sacrificare i  suoi magnifici virtuosismi alla tastiera e la tecnica dei suoi concerti, Roger ci trasmette, con i suoi ritmi, l'atmosfera romantica di una scintillante sala da ballo.
Con più di 20 album al suo attivo, è il più popolare pianista in America. La sua registrazione di "Autumn Leaves" ha fatto conoscere il suo nome  in tutte le famiglie, e da allora è apparso in concerti in tutto il paese e in innumerevoli spettacoli televisivi.
La sua formazione classica presso la Juilliard School of Music, seguita dallo studio del jazz sotto Teddy Wilson e Lennie Tristano, gli consente di riproporre tutti i tipi di musica con la stessa facilità e con tale successo che si è guadagnato il titolo indiscusso di "Mr. Piano".

(dalla cover del disco)



side a)

  1. I get a kick out of you (porter)
  2. Papa, won't you dance with me? (cahn-styne)
  3. Half as much cha-cha-cha (williams)
  4. Hello, Young lovers (rodgers-hammerstein)
  5. Makin' whoopee! (kahn-donaldson)
  6. That old black magic (mercer-arlen)


side b)

  1. When my baby smiles at me (sterling-lewis-munro)
  2. I could have danced all night (lerner-loewe)
  3. The tender trap (cahn-van heusen)
  4. Cheek to cheek (berlin)
  5. Melody of love (glazer-engelmann)
  6. All of me (simons-marks)

 
 

locandina - GLI SPOSTATI (usa)

 


con: Clark Gable, Marilyn Monroe, Montgomery Clift, Eli Wallach, Thelma Ritter
Regia: John Huston
 
genere: commedia psicologica
soggetto e sceneggiatura : Arthur Miller
fotografia: Russel Metty
musica: Alex North
montaggio: George Tomasini
produzione: United Artists
distribuzione: Dear
valutazione del CCC: Sconsigliato (costituisce un obiettivo pericolo per ogni categoria di spettatori)

publicità - PININFARINA (Cadillac Brougham)


Salone Internazionale dell'Automobile di Torino (8 novembre 1961)

 




La barriera dei bottoni divide inesorabilmente le vetture americane e quelle europee.   Sedendosi in una macchina di Detroit si può fare tutto allungando una mano e premendo questo o quel pulsante: i vetri si aprono e si chiudono, i sedili vengono avanti o indietro, si alzano o si abbassano, viene il freddo oppure il caldo, ruotano gli specchietti, escono le antenne, rientrano le capote.   Sulle macchine di Parigi, Torino o Stoccarda tutto questo deve essere fatto a mano, sporgendosi di qua o di là, tirando leve, girando manovelle, manovrando tiranti.  E' la civiltà dell'automatismo che si scontra con il tradizionalismo della vecchia Europa.
Si possono comprendere le obbiezioni degli appassionati automobilisti all'avvento dei cambi automatici e delle frizioni elettriche o magnetiche: il guidatore si sente menomato nelle sue prerogative di governo della vettura dalla presenza di questi cervelli autonomi.   Ma quando si tratta di leve e bottoni per manovrare vetri o sedili ogni conservatorismo sembra fuori luogo.   In questo caso, infatti, non è più in gioco il libero arbitrio dell'automobilista, ma la comodità e il minimo sforzo: una volta deciso di aprire il vetro meglio farlo spingendo un bottone anziché girando per dieci minuti una manovella.   Invece, stranamente, l'automatismo nei comandi degli accesori o dei servizi non riesce a superare la barriera dell'Atlantico.   Si invoca la questione dei costi, ma il problema non si esaurisce qui: è incomprensibile che si spendano ingenti somme nel rivestire di pelle l'interno di una vettura o nel montare radiogrammofoni perfezionati e non si senta il bisogno di dotare la vettura di comandi elettrici.   La questione dei prezzi esiste solo fino a vetture di classe media; quando il prezzo sale oltre la quota dei due milioni, l'assenza di tutti i possibili conforts diventa una lacuna inaccettabile.
[...]

luigi costantini

 
 
Spiando i bambini che si "smarriscono" nei meandri del Salone si capiscono molte realtà non sempre positive per i genitori
 
 
 
Maria Letizia, Silvia, Toni, Anna, Maurizio: quante volte questi nomi, seguiti dal relativo cognome, li abbiamo sentiti ripetere dall'altoparlante del Salone perché tutti sapessero che in quel preciso istante, madri e padri in ansia li stavano ricercando per ogni dove...
Sia chiaro che, in quelle circostanze, chi è in ansia sono soltanto i padri e le madri dei bambini cosiddetti smarriti. Costoro - i cosiddetti smarriti - non solo sono calmi e tranquilli, ma nove volte su dieci l'hanno fatto apposta a perdersi per sottrarsi al controllo dei grandi e godere cinque minuti di libertà nel senso più lato della parola. Libertà, infatti, non solo della mano stretta nella mano, ma libertà di gusto, di scelta, di sosta... Già perché, nel bambino moderno, l'automobile non rappresenta più un sogno, una conquista, un segno di potere, ma soltanto una realtà acquisita, un diritto, un accessorio indispensabile della vita moderna, che è la sua vita, la vita della sua generazione, la vita del momento che vive.
Susanna, Maria, Adriano - che la voce allarmata dell'altoparlante si sforza di tranquillizzare il quanto ritenuti "dispersi" - in realtà si trovano in beata ammirazione di una vettura grossa e lucida che il papà, purtroppo, ancora non ha.
E a questo punto è d'obbligo una notazione spregiudicata sui motivi veri e autentici che determinano l'ansietà dei genitori dei bimbi dispersi. Perché - diciamolo francamente - lo smarrimento di un bimbo nei meandri del Salone non rappresenta affatto un dramma. E' solo questione di tempo e il bimbo viene rintracciato. Tutto qui. Il motivo vero e autentico dell'ansietà è dunque un altro: ed è proprio quello che il bimbo, libero di andare dove vuole, possa andare proprio in quegli stand ove sono esposte vetture da mille e una notte e che facciano impallidire il catorcio paterno. Di qui gli stentorei appelli radiofonici perché il bambino venga immediatamente catturato e messo nell'impossibilità di fare pericolosi confronti. Ma spesse volte è troppo tardi. Quando il "frugoletto" è rintracciato, a papà e mamma non resta che subire sguardi umilianti e ammonitori.
Osservate le foto; osservate quale fascino esercitino sui piccoli fuggiaschi le macchine "vere"; osservate la competenza e la decisione, lo spirito critico o il dileggio con cui questi "soldi di cacio" si avvicinano a quelli che i nostri nonni giudicavano dei mostri e delle creature di Satana!
Per molti di noi arrivare alla 600 è già un traguardo importante. Ma i nostri figli ci guardano storto perché hanno sempre un amichetto il cui padre possiede una 1100, una Giulietta, una maledettissima americana! E allora, sotto a sgobbare per far bella figura in famiglia... Quante volte si giudica male un onesto professionista che all'improvviso, si fa la fuoriserie o chissà quale cilindrata: i maligni pensano subito all'amichetta. E invece no. La colpa è tutta dei figli. Di questi piccoli, indispensabili ingredienti familiari che condizionano la nostra esistenza, le nostre esigenze, i nostri gusti anche in fatto di motorizzazione.
Guardateli ancora una volta in queste foto: avete mai visto simili espressioni sui volti, negli occhi dei vostri coetanei? Nelle menti acerbe di questi bambini è già ben radicata una convinzione che li rende più maturi di noi: papà non ce l'ha fatta, ma io l'avrò.....
[...]

p.b.

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lunedì 24 novembre 2014

British Hot 100 (pt. 8)





  1. 091) Lonnie Donegan - Lumbered (bricusse.newley)
  2. 092) Neil Sedaka - Little devil (sedaka-greenfield)
  3. 093) Eden Kane - Get lost (vandyke)
  4. 096) Don Gibson - Sea of heart break (hampton-david)
  5. 100) Craig Douglas - 100 pounds of Clay (elgin-dixon-rogers)


 

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Salone Internazionale dell'Automobile di Torino (7 novembre 1961)

 
 

Una delle cose più piacevoli, quando ci capita di provare una vettura, è di imparare a conoscere il cambio. Ciò nel caso di vetture "strane" come la Citroen Ami 6. E' appunto una delle macchine il cui cambio non ha la prima in alto, ecc. Con una macchina normale, con una macchina cioè come ce ne sono tante, il collaudatore vi dice semplicemente: "Guardi ha la prima in alto" e aggiunge invariabilmente "come sulla Fiat".
La Citroen Ami 6 non è di queste. Ha la prima in basso e, in corrispondenza di essa, la retromarcia. Uno, dunque, tira a sé la leva del cambio che è posta sul cruscotto e per innestare la seconda torna a spingere la leva ma spostandola leggermente verso destra. La terza è in basso nello stesso "asse" della seconda, mentre la quarta si trova di nuovo in alto e per infilarla occorre far si che la leva venga di nuovo premuta verso destra.
[...] I primi minuti della nostra prova, dunque li occupammo in questa bisogna, il che ci ha distratto per un certo tempo dalle altre caratteristiche del veicolo.
Soffermandoci, dunque, sull'estetica, dichiarando senza indugi che era difficile fare una macchina più brutta di questa. C'è un certo gusto dell'orrido, specialmente nel modo come è stata trattata la parte anteriore, degno di miglior causa. Ma la parola bruttezza non fa davvero paura alla Citroen.[...]
Con i suoi 600cc. di cilindrata appena, la Ami 6 è però una macchina da far invidia a una 1100, sebbene quel motore non possa far miracoli se non per quanto riguarda il consumo che ci dicono davvero irrisorio. Non può fare miracoli, dicevamo, nel senso della ripresa e della velocità massima, requisiti - d'altra parte - che in una macchina sono quasi sempre in funzione indiretta del consumo medesimo.
[...] Posto che non c'è da aspettarsi scatti fulminei al sopraggiungere del verde, vi sorprenderà piacevolmente in questa macchina l'ottima aderenza al terreno in rettilineo, il comfort da grande routiere e, meno, l'eccessivo coricamento in curva che non equivale - sia chiaro - ad una scorretta tenuta di strada, ma ad un semplice coricamento come quei guidatori che accompagnano con la testa le virate della loro macchina. Scarso il rumore del motore che tuttavia è un bicilindro e molto spazioso l'abitacolo.
Conoscendo la proverbiale solidità della Citroen non ci vuole molto a capire che anche questa sua ultima creatura rientra egregiamente tra le macchine splendidamente pratiche.

Driver

 
 


 

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domenica 23 novembre 2014

British Hot 100 (pt. 7)

 



  1. 076) Tony Orlando - Bless you (mann-weil)
  2. 077) Neil Sedaka - Calendar girl (sedaka-greenfield)
  3. 078) Emile Ford - Counting teardrops (greenfield-mann)
  4. 080) Connie Francis - Together (brown-henderson-de sylva)
  5. 081) Buddy Holly - Baby I don't care (leiber-stoller)
  6. 081) Buddy Holly - Valley of tears (domino-bartholomew)
  7. 084) Elvis Presley - It'snow or never ('o sole mio) (di capua-gold-schroeder)
  8. 086) Karl Denver - Mexicali rose (tenney-stone)
  9. 087) Bobby Vee - How many tears (goffin-king)

 
 

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Salone Internazionale dell'Automobile di Torino (5 novembre 1961)

 




[...] non possiamo sottrarci alla tentazione di ascoltare due giovani "standiste" ossia quelle signorine pazienti e affabili che si fanno in quattro per soddisfare le esigenze dei clienti veri e potenziali ed anche dei semplici curiosi.   Sono le eroine sconosciute del Salone; coloro che faticano di più.    Ebbene ad esse è da attribuire occhio lungo e singolare esperienza nel giudicare le visitatrici.   In realtà le loro opinioni non sono molto lusinghiere verso certi "tipi umani" un pò troppo stilizzati, che frequentano sopratutto il padiglione più raffinato: quello dei carrozzieri.
Ne abbiamo ascoltate due: la prima, senza falsi eufemismi ci ha detto:  "Le visitatrici, per lo più, non guardano le macchine.   Considerano con attenzione il colore della carrozzeria e quello della tappezzeria; poi allungano il braccio e rapidamente valutano se quei colori si adatterebbero alla tinta del vestito che indossano in quel momento.   In altri termini vorrebbero una macchina per ogni vestito del loro guardaroba.   L'interesse tecnico manca totalmente.   Per esempio ho sentito più volte belle signore che, ritte dinanzi alla "Osca", domandavano: "Che cosa è quel coso tondo che sta di dietro?   quella specie di grosso cuscino?  Si tratta come si sa, della ruota di scorta.   Ma questo è un particolare che sfugge alle visitatrici.   Insomma queste care, eleganti signore convengono qui per sfoggiare belle acconciature e abiti di grandi case e considerano la macchina come un ornamento.   Beate loro che possono consentirsi un simile lusso..."
(la seconda) si dimostra, forse ancora più caustica: "In genere le donne - dichiara -  guardano più che le macchine come sono vestite le altre donne, specie se eleganti.   Pochissime sono coloro che hanno qualche conoscenza tecnica.   Quasi tutte si soffermano soltanto sui pregi della linea, anche se sono divise in due categorie: le amanti della linea classica ("Appia", "Giulietta" e simili), specialmente spider; e quelle - sono però in numero molto inferiore -  che prediligono le fuori serie ultramoderne.   E così vediamo passare sotto i nostri occhi volti ed espressioni che vanno dallo stupore, all'ammirazione, all'indifferenza e persino alla noia.   Insomma, decisamente, le signore preferiscono i bei vestiti alle macchine.    Che ne penseranno i mariti?

Giovanni Costa




 
 
 

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